Società
Le patate e la loro influenza sulla società, nell'arte e nel
loro giro intorno al mondo... fino a Cetica.
Cetica = Patate
Il paese di Cetica
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L'Anno della Patata
Patate nell'arte
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Il paese di Cetica
Da piccola frazione di montagna a centro attivo di ricerca,
produzione e socialità
Cetica
è una frazione del comune di Castel San Niccolò posta a 700m slm,
nella montagna Casentinese in provincia di Arezzo (Toscana).
La frazione è abitata stabilmente da circa 300 abitanti, le cui
abitazioni sono dislocate principalmente in un nucleo centrale, poi
affiancato da una serie di case sparse in alcune
"località". Tipicamente, esse prendono il nome dalle famiglie
storicamente legate a quei luoghi attraverso una leggera storpiatura dialettale
(Casa dei Renzi diviene "Carrenzi", Casa del Doni "Casandoni",
Casa di Angiolo "Callagnolo").
Isolato nel suo contesto geografico, l'abitato di Cetica è oggi
sede di una comunità estremamente attiva ed innovativa nel panorama
locale. Da alcuni anni gli abitanti di Cetica operano con intensa
continuità per tradurre i locali punti di debolezza in opportunità
di sviluppo sociale e di coinvolgimento collettivo, come la Casa
dei Sapori o la Scuola dei Nonni (www.cetica.it)
La patata a Cetica: di obbligo, virtù
Benchè la patata sia giunta in Toscana verso il
1600, è solo a
partire dal 1830 che si trovano tracce storiche della sua
coltivazione in Casentino. Esse risalgono al Calendario Cesentinese
del 1837, in cui si lamentava la resistenza dei contadini locali ad
accettare la coltivazione di questo tubero "de fora via",
come dire "straniero". Coltivazione raccomandata da un
editto del Granducato di Toscana nel 1817 per introdurla nella gastronomia
locale a protezione degli effetti
delle carestie.
Volenti o nolenti, anche gli agricoltori casentinesi dovettero
cedere al nuovo prodotto, adattando i loro palati e i loro
terreni,
non senza grandi fatiche e onerose perdite dovute alla scarsa
esperienza della nuova pianta.
Ma se è vero che il tempo ripaga i sacrifici, certo Cetica vede
i frutti di un grande investimento storico. Terreni di montagna,
marginali per la coltivazione dei cereali, divennero portatori di
buon reddito con l'avvento della patata, potendone produrre non solo
per il consumo familiare ma anche per la vendita. L'economia del
castagno, che fino ad allora aveva determinato le risorse locali,
cedette il passo. Nel paese di Cetica, dove in un ecomuseo allestito
nel centro del paese, si ricorda ancora il lavoro del carbonaio, del
pinottolaio, della raccolta delle castagne, la patata è diventata
un punto di forza. Tanto determinante fu questo cambiamento, che
tutt'oggi si raccontano ai forestieri aneddoti di inizio secolo,
come quello descritto a fianco con protagonista il principe Umberto
di Savoia, a memoria della popolarità raggiunta dalle Patate di
Cetica.
fonti: 1) Mario da Monte, A Tavola in Casentino, ed.
Fruska. 2) F. Di Iacovo et al., Cetica, la storia di una
comunità capace di comunicare valori, Università di Pisa.
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Quella volta che il Principe...
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Così Mario
da Monte, nel suo "A tavola in Casentino" racconta
di quella volta che Cetica ebbe in visita uno dei più
illustri ospiti, cui vennero offerti piatti
tipici...ed una atipica
accoglienza.
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"Nel Maggio 1925, l'allora Principe Umberto di Savoia in
visita in Casentino si recò ufficialmente a Cetica, mangiò e
rimangiò fagioli e patate cotti in tutte le salse, perchè i
ceticatti si erano dati da fare per mostrare al meglio i loro
prodotti. Tanto che ad un certo momento il Principe non ne potè
più. Fu a questo punto che un ceticatto, almeno così si racconta,
con quella confidenza che nasce a tavola, messo su un sorriso
complice, disse all'Augusto Ospite: <<Sor Principe, la mangi,
non faccia 'er bischero, tanto noi le patate le si danno anche ai
porci!>>. E naturalmente, essendo a Cetica, parlava con la
calata dei ceticatti".
Te le dò io...
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I ceticatti
sostengono che il racconto del Principe sia stato in realtà
inventato dall'invidia dei paesi vicini. Esso dimostra
tuttavia come le patate di Cetica siano sempre state rinomate
e di come fossero addirittura entrate nell'immaginario
popolare e nella lingua dell'Alto Casentino, dov'è ancora
corrente l'espressione minacciosamente scherzosa "Te le
dò io le patatine di Cetica!".
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