2008: anno internazionale della patata
In occasione delle celebrazioni indette dall'ONU, a Cetica una
Tavola Rotonda valuta i risultati e delinea le nuove sfide della
promozione dei prodotti agroalimentari tipici
Il 25 Luglio 2008 si è tenuta a Cetica la tavola rotonda tra gli
attori che fin dal 2004 hanno iniziato l'avventura del recupero di
questa antica varietà di patate casentinesi.
A coordinare i lavori è stata la Dr.ssa Zelinda Ceccarelli,
dell'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Arezzo,
animatore dell'intero progetto fin dagli esordi.
Il recupero della biodiversità come valore per l'intera comunità
Hanno
presenziato ai lavori il Sindaco di Castel S. Niccolò, Paolo
Renzetti, il Presidente della Provincia di Arezzo Vincenzo
Ceccarelli (originario dello stesso Comune), ed il
Vicepresidente della Comunità Montana del Casentino Romano
Martini. Gli onori di casa sono stati garantiti dalla presenza
del Presidente della ProLoco "I Tre Confini" di Cetica, Sandro
Boschi. La presenza di tutti i gradi delle istituzioni che hanno
collaborato per la riuscita del progetto di recupero della Patata
Rossa di Cetica è stato segno di un primo traguardo raggiunto,
quello di "mettere in rete" il valore del patrimonio agroalimentare
come valore della comunità.
L'integrazione delle competenze tra scienza e tradizione
agricola
A
testimonianza del lavoro svolto in questi anni per permettere il
recupero della Patata Rossa di Cetica sono intervenuti i ricercatori
dell'Università di Firenze, Facoltà di Scienze Agrarie, che hanno
condotto gli studi necessari per individuare le caratteristiche
genotipiche di questa antica varietà e ristorarne le qualità. Sotto
la guida del Prof. Vincenzo Vecchio sono infatti stati
condotte le ricerche che hanno consentito di poter reinserire la
Patata Rossa di Cetica tra le varietà più antiche di patate ancora
disponibili sulle nostre tavole, a garanzia della biodiversità
alimentare. Molti dati in questo senso sono stati portati dai
ricercatori, Stefano Benedettelli, Enrico Palchetti e
Luisa Andrenelli, dell'Università di Firenze.
Come
sottolineato infatti da Maria Grazia Mammuccini (in foto),
Amministratore Arsia Regione Toscana, è stata proprio l'integrazione
tra le conoscenze tecnico-scientifiche dei ricercatori universitari
e le competenze tradizionali degli agricoltori a permettere non solo
di recuperare il seme originale della varietà, ma a consentirne
anche la riproduzione e lo sviluppo colturale, grazie al quale oggi
la Patata Rossa di Cetica è una realtà d'eccellenza del mercato.
Il senso vero della qualità e una giusta strategia commerciale
per il futuro delle tipicità del territorio
Un
ospite d'eccezione, Beppe Bigazzi, celebre giornalista e
conduttore televisivo, nonchè convinto sostenitore della qualità
della filiera corta, ha animato la discussione con le sue
provocazioni. Ha ricordato infatti che il concetto vero di qualità
di un prodotto agroalimentare non può che essere ricondotto alla
cura ed alle attenzioni che vengono prestate in tutte le fasi della
produzione e della lavorazione di un prodotto. Non basta infatti
concentrare i controlli sulle ultime fasi di lavorazione, come
avviene ad esempio per certe DOP. Si deve invece partire ben più a
monte, garantendo la qualità di vita degli animali da produzione e
da macello, la qualità dei foraggi e dei mangimi, così come la
qualità del terreno per i prodotti vegetali.
Così
come testimoniano i produttori della Patata Rossa di Cetica
attraverso il loro lavoro, garantito da ciascun soggetto aderente al
consorzio fin dalle primissime fasi di produzione egestione
del terreno, questo approccio alla qualità delle produzioni
agroalimentari richiede tempo ed energia, ma soprattutto tempo di
qualità ed energia di qualità, a discapito spesso della quantità.
Per questo, sottolinea Bigazzi, non si possono paragonare i prezzi
della grande distribuzione a quelli di un prodotto come la Patata di
Cetica. Ed è ancora per questo, continua, che serve una politica che
sappia dare valore a chi produce secondo le buone pratiche agricole,
ed una strategia commerciale che sappia premiare i produttori da una
parte, così come il consumatore esigente e consapevole dall'altra.
Nuove sfide: una rete delle Patate Tipiche
Raccolta
con entusiasmo, infine, da tutti i partecipanti la proposta lanciata
dal Prof. Vecchio per una rete delle Patate Tipiche. Sulla base
degli esempi delle Strade dei Sapori, delle Città del Vino e
dell'Olio, come di altre iniziative che mettono in risalto la
qualità delle produzioni, la nuova sfida che parte da Cetica verso
tutto il territorio nazionale è la creazione di una rete che sappia
nel suo complesso dare forza alle piccole realtà territoriali per
permettere loro di continuare il loro cammino verso un'agricoltura
ed una alimentazione sempre più di qualità ma allo stesso tempo
sempre più sostenibile, per noi consumatori e per l'intero pianeta.
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